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did I tell you?E comunque è inutile girarci intorno, qua è successa una cosa orribile. Insomma, per farla breve, che non è proprio la mia specialità, l’altra settimana viene fuori che questo immondo individuo è collega del mio fidanzo delle medie, (capitoli uno e due) mia sega number one da diciassette anni a questa parte. Cioè. Già solo per questo gli metterei le mani addosso, sempre che attraverso la crosta uniforme d’acne senta qualcosa. Chi glielo spiega ora alle cassiere della giesse che no, gli abiti da sera tutto sommato sai forse non è più il caso? just a perfect day (il post più lungo della storia)Dunque. A Roma mi è presa una nostalgia micidiale. Io che contavo fermamente sulla idiosincrasia familiare, sulla città deserta con cinquanta gradi, per trovare stimolo a ritornare nella penisola isterica, vengo sbeffeggiata da casa vuota, umidità 20%, amici in giro e stracchino in frigo. Invece niente, e così io e quella mia amica il ciccio, che mi sventola sotto il naso un trash oroscopo che ammonisce me proprio e solo me di fare attenzione alle caviglie, partiamo per luoghi di rinomata mondanità che guarda manco lo dico per quanto so’ trendy. Coacervo di mondanità che ovviamente ci guardiamo bene dallo sfruttare passando il tempo a far la spola tra casa, rocce sotto casa e sidis, immerse in chiacchierette demenzial-sociali o in convulsi attacchi di riso pre-sonno. Una sera avevamo pure deciso di andare al cinema ma poi, in fondo, chi ce lo faceva fare? Poi dici come mai non mi faccio dei nuovi amici. Eh, chissà. Questo post minaccia di diventare lungo, ché volevo dire tutt’altra cosa, io. Allora, dicevo che questo viaggio di ritorno è iniziato sotto auspici funesti, non ultima un’immotivata sveglia alle otto. E poi devo saltare a ripetizione sulla valigia per costringere sei libri che ho già letto, tre serie di friends, quindici penne stilografiche e diciotto calzini a righe che quello è il loro posto. Un lavoro di psicologia fina da niente che relega lo sciampo nella tasca davanti, pronto per un gran finale tristemente prevedibile. Comunque. Nel tratto casa-macchina di ciccio viene giù il diluvio universale, ma con sole di mezzogiorno, morale entro zuppa dentro e fuori, come il magnum double (sono monotematica? Sono monotematica.) e sbatto prima la ah! caviglia e poi la, ahi, tempia, mentre il ciccio imbocca serena la tangenziale dotata di “rallentamenti tra nomentano e ponte lanciani” per non farci mancare uno stiloso arrivo all’aeroporto ricco di suspance. Arrivo a casa e scopro che, guarda un po’, è domenica, quindi non c’è uno straccio di spaccio aperto e a digiuno ci rimarrò per altre 24 ore, nutrita dalla sola acqua del rubinetto, che a Barcellona sa di acquaragia abbandonata in bottiglia di plastica sotto il sole per due settimane. Dopo essere stata umiliata dal bancomat con un brutale “siamo spiacenti ma 200 euri non li hai” ne piglio 50 pregando che mi paghino lo stipendio in tempo per non essere sfrattata, e vado a fare una signora spesa (con 50 euro si fa una signora spesa per zitelle biologiche, qua) e mentre mi dico che dai, che saranno mai quattro buste e dodici litri d’acqua, forte come sei, eh, l’anguria fa capoccella, a seguire le uova delle galline allevate a terra e i tampax multipack e insomma, ecco, io, in verità vi dico, ho un po’ voglia di mettermi a piangere. Invece piangerò solo quando scoprirò che l’anguria, riposta nella apparentemente provvidenziale borsa capiente, ha allagato tutto l’interno. island in the sun (riassunto)ho avuto mare per lavare le mie idee lascia che si liberi *** Potete anche non commentare, ma solo per questa volta. Buone vacanze, o quel che c'è, cialtroni, se ne riparla tra una settimana, non mancate. per me lo sopunto uno. Come dicevo poc’anzi nei commenti, ho passato una delle mie celebri notti a vomitare a ripetizione abbracciata alla tazza del cesso, tanto per restare sempre in tema. Il giorno dopo non sono andata a lavorare e ogni volta che vedevo una guardia forestale mi nascondevo, fustigata dai sensi di colpa. Si può essere più tonti? Bè, già, forse sì, ma comunque. punto due. Sono un utente pro di flickr. Cioè, dico, un utente pro, mi dovete del rispetto. Posso pisciare su tutti i divani, sono un utente pro. E poi comunque ci ha già pisciato il cane. Che in effetti non i stupirei se fosse utente pro. punto tre. Uno dei motivi per cui resterò in una casa dove si strizza il mocio nel bidet e dimorano due cani invasati, è che le mie coinquiline mi fischiano quando giro per casa in mutande. Insomma dai, le amo, nonostante tutto. punto quattro. “a tre anni lo stato d'ansia è assoluto: si nota tutto e non si capisce niente” (Amélie Nothomb). Finalmente mi è chiaro il mio problema: ho tre anni. punto cinque. Venerdì si fa una breve vacanzotta in lidi italiani, ché devo riportare la vespa a roma con tutto il corollario di traghetto eccetera. Ah, se ci sarà da piangere. Poi volevo dire anche una cosa intelligentissima ma purtroppo non me la ricordo più. |