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viaggio a firenze (ciao anche a te, polverina)1. Cosa volere di più quando dopo due ore di chiacchierata della suprema intelligenza con persona appena conosciuta, vieni apostrofato con risolutezza “hai degli occhi verdi davvero particolari” e “a vederti sembri molto più giovane”? 2. “Meglio la mamma troia che vigilessa boia.” (edit. Saggezza popolare, muro sui viali) 3. Quando a buffo ti chiedono se vuoi un po’ di acqua calda, bando allo sgomento: fai la faccia intelligente e dì di sì. E' solo la prima fase per avere un tè o una camomilla. Concesso sgomentarsi solo davanti all’arsenale di tisane 4. Quando vai a un concerto di uno (per la cronaca, lui) che chiede di cantare con lui il ritornello “ti lamenti ma di che ti lamenti”, capisci che forse hai sbagliato qualcosa nella vita (e poi chiedersi: che sia forse un fan del blog e stia usando una sottile metafora per farlo capire?) 5. Consiglio: se un uomo figo due metri con occhio languidamente verde ti chiede se può avere il tuo numero di telefono, mi raccomando! con risolutezza affrettatevi a rispondere no, che poi magari non si hanno più motivi per lamentarsi e tocca chiudere il blog. 6. Non sono più in grado di scrivere un testo consequenziale. Mi sa che lo devo chiudere lo stesso, il blog. Paura, eh? (faccia ammicca ammicca) 7. Quanto sono minchiona da uno a dieci? Venticinque. Nota Bene. nel fotoblogghe ci sono le foto di firenze: guardatele o libero le api. (no, niente link, culoni.) I’m still aliveA. La consegna è andata, le tavole virano al verde scuro in modo molesto, e questo accade a chi insiste a voler stampare con l’HP in putrebondo bugigattolo custodito da over ottantadue. Nell’ansiosa attesa dei risultati, ho attaccato nella cucina dello studio la tavola con la mucca. Per appendere ‘sta mucca, Filippo mi ha trovato un pannello di alluminio delle dimensioni precise della tavola tagliata in formato alla cazzo. Precise al millimetro. Destino, ma che minchia mi vuoi dire? Devo fare il pastore di mucche? Il corniciaio? Confusione. B. A questo concorso partecipano in dieci studi in italia. In uno di questi studi, lavorano rog e simpatia. Destino, ma che minchia mi vuoi dire? Devo ritrattare la mia proverbiale sgorbuticità? Aiuto. C. Mi hanno insegnato che se un uomo basso ha tanti orecchini, è gay, invece se è alto gli orecchini non fanno testo. SZ è alto e ne ha uno sul sopracciglio. Sarà bisessuale? D. L’uomo basso con tanti orecchini che ha lavorato con me è una delle persone migliori che abbia mai conosciuto e ha fatto sì che il mio capo si salvasse da morte improvvisa e violenta tramite ingoio di centoventidue pantone in rapida sequenza. Aveva il telefono uguale al mio. Destino, ma che minchia mi vuoi dire? Devo darmi anche io all’omosessualità? Da considerare. E. Ho sognato che facevo una scenata di gelosia a fabio volo. E quanto faceva il vago, eh! Una roba da non credere, lo screanzato. Mi sono svegliata tutta incazzata. Destino, ma che minchia mi vuoi dire? Che sono una persona malata malata malata? Sei un po’ in ritardo. F. Cinquantina della palestra mi incontra per strada e mi fissa e poi dice “ti fissavo perché all’inizio mi sembrava fossi una della tv”. Non so se offendermi o gioire. Alludeva forse a marisa laurito? G. In spogliatoio si asserisce che IPN abbia ventiquattro anni. Ven-ti-quat-tro. Cioè, dico, mentre io iniziavo la mia brillante carriera accademica in prima elementare, lui sapeva a stento parlare. Per questo ha imparato così male. Non ci siamo, è inutile che mi brami palesemente IPN, sei solo un pischello, sono fuori dalla tua portata, puà. (va bene così? eh?) festa mesta part II - live at piazza bologna (personalità contusa)Antefatto: venerdì sera quando è tardi ma veramente troppo tardi per uscire dallo studio, e quando fuori è di nuovo novembre, pioggia e depressione inclusi, laclauz stramazza a suolo col suo fedele e probo motorino. La festa si preannuncia bene davvero, perché è la festa di alessio che ha conosciuto una e hanno deciso di fare il compleanno insieme (e non solo quello, ovviamente) e quindi ci sarà un po’ di gente nuova ma non troppa da non conoscere nessuno. E invece, la festa parte malissimo perché, al momento vestimento, non trovo la mia canottiera nera. La mia canottiera nera, il mio accessorio da combattimento number one, testimone di trionfi e alleata di battaglie indomite, ha dato forfait. Già questo avrei dovuto interpretarlo come un segno funesto del destino, ma ho fatto la vaga.
Arriviamo e penso che forse sarebbe il caso di trovarmi un cavaliere, se non altro per tramortire questa infausta serata. Inoltre per agevolare l’accoppiamento, la casa è drammaticamente sottodimensionata, indi per cui se cerco di cambiare stanza sono costretta a compenetrarmi carnalmente con tutti i presenti nel corridoio. Così comincio a guardarmi intorno, ma dopo un minuto mi sembrano tutti uguali e poi tanto sicuro mi capita uno che ci esco due volte e viene fuori che è un coglione peso e non so più come disfarmene e devo ricominciare da capo, no no per carità, solo referenziati. Insomma, me lo trovo davanti e, complice la sua rara bruttezza, non lo riconosco. Poi capisco che era lui e mi aveva pure salutato, passo quindi il resto della serata a pensare a come salutarlo senza fare un altro numero dei miei. Alla fine, ovviamente, mi saluta lui, che non è un disadattato psicolabile ma una persona sana e realizzata che convive da tre anni con una donna magra. La società è malvagia, questa è la realtà. to whom it may concern1. sto lavorando tanto, indi per cui non posso produrmi nelle mie ben note perfòrmances letterarie. Sopravviverete? 2. IPN è andato in crociera, per dimostrare la sua vecchiezza e tristezza dentro, puà IPN noi ti schifiamo. 8. tendenzialmente sto a casa facendo il fagottone e borbottando che odio tutti e forse non è un atteggiamento proprio costruttivo 9. odio tutti. Specie se fidanzati o felici o, peggio, entrambi. |