- Allora, le opportunità sono due: o decidiamo che non c’è niente da fare e ce ne facciamo una ragione e amen, oppure restiamo qua e continuiamo a lamentarci, oppure, e forse è il caso, cominciamo a fare qualcosa. - E allora con gli oppure però siamo a tre e non sono più due come avevi detto.

camilla_lo
cantoediscanto
culodritto
dessa
eddiemac
gagrito
junior
ladyanna
martina
mavimavi
poleposition
pulsatilla
reme
vertigoz
zoca

avvertenza.
tutte quelle che fanno
ciccicicci con gli uomini
nei miei link,
io le odio.

postilla.
fare l'uomo link
da laclauz è un
mestiere duro.

le parole sono importanti.
e anche gli accenti
ma soprattutto un po' si
scrive con l'apostrofo,
grazie.


robaccia

linkami pure, eh (poi non dire non ti avevo avvertito)

affinità-divergenze fra la compagna lucy van pelt e me
[1] [2] [3] [4] [5] [6]



perché anche io mi occupo di fashion, che si sappia


per i complimenti
per le critiche

incappati
*loading*

“Che c’hai tu?
I cazzi seri?
Ma falla finita,
ma chi ci crede?
Tu ci credi?”


giovedì, 29 luglio 2004

metafore

Meravigliosa mattina di luglio… e qui meriterebbe di essere sviscerato: perché una meravigliosa mattina di luglio laclauz non è in località esotica in compagnia di prestante figone?

No, non perché è cicciuta, deficiente e spacca coglioni.

Avete sbagliato di nuovo.

Niente spilletta.

 

Re-start

Meravigliosa mattina di luglio, per accontentarsi di piccole gioie quotidiane, dopo una riunione da architetto minchione, quale sono stata ribattezzata da poco, mi reco a visitare i saldi (trascinando meco la cartellina con i progetti della banca che verrà poi dimenticata al reparto sadomaso) e vedo un fantastico… come si dice? Maglione? Felpa? Giacca? Fate conto tutte ste cose insieme.

Me lo provo e tutti svengono dalla accecante perfòrmance.

Tronfia ripongo l’oggetto, facendo un giro e pensando che sì sì sì è proprio il caso di comprarsi una felpettamaglionegiacca grigia, dopo tutte le ns. sfighe.

E mollo l’oggetto dei miei desideri, e per provarmi soddisfatta il resto del negozio, perchè… ehm… diciamo che mi piace il tira e molla, va bene?

Comunque il negozio è di sei piani.(quando essere stoici equivale a  essere scemi, cioè molto spesso.)

Insomma, mentre torno da lui, arriva risoluta anziana signora e con noncuranza lo ammassa in pila di magliette che le imperano sul braccio.

 

Non so se avete capito.

Ammassa il mio felpettamaglionegiacca.

 

L’unica taglia S rimasta.

 

Signora, non ti va la S di murphynye, a te.

Signora, tu te la proverai, e poi scoprirai che non ti va.

Signora, tu non c’hai l’età per queste cose. (perché tu invece?…)

Signora, tu non farai questo a me, vero?

Perché non è possibile che accada davvero.

 

Che ve lo dico a fare, neanche la prova.

Ammassa il mio felpettamaglionegiacca.

E se ne va.

 

Dal suo ostracismo per i camerini deduco che compri questi oggetti per una figlia sicuramente magra e stronza, coi capelli lisci e senza polpacci, ma che io odio soprattutto perché mia madre non mi avrebbe mai comprato una cosa così figa.

Dunque la comincio a pedinare e da dietro tutto per il volano tento la craniata.

Se non che sbaglio mira e mi faccio una paccata col manichino. (che però… pensavo peggio)

Ho detto che la craniata la devo perfezionare.

 

La stronza non molla, paga e se ne va.

 

Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri, di nuovo, direi.

 

Ora, se volete vederci una metafora della mia vita,

siete molto, molto, ma di molto arguti.

vaicosìbaby.

martedì, 27 luglio 2004

Il silenzio è d’oro

Dunque, festa per compleanno mr. dave dove si spiega che una festa a sorpresa è solo una pezza per chi si è dimenticato di fare gli auguri, quando ti piglia a male che nessuno ti ha chiamato, poi puoi sempre pensare, dadada, che lo hanno fatto per far venire meglio la sorpresa.

Appunto, dadada.

(io i compleanni me li ricordo, giuro. Ma quelli l’estate no, 1giugno - 1 settembre no party, il che rende ancora più umiliante la cosa poi ti dicono quelli di tutti gli altri te li sei ricordati e il mio no… amen)

Dopo le sublimi linguine et vongole di o’vale, dopo il tiramisù alle fragole che per definizione non è mai abbastanza, dopo le celeberrime immancabili discussioni su i cartoni animati (le tettone di lamù, remì era uno sfigato, candy una suora, le tettone di lamù, giorgie una porca, lady oscar un trans, le tettone di lamù)

 

(qui a onor del verso va aggiunto che la nostra ha portato avanti una ineressanterrima pippa logico grammaticale, da cui si evince che le turbe della clauz già in tenera età galoppavano a pieno regime, sulla alquanto bizzarra sigla di mimì, e a neanche metà della quale tutti hanno cominciato a dire “andiamo a lavare i piatti, eh? dai!” “io vado che c’ho il peluche da solo” …e dire che ero sul più bello di quanti punti ricami)

 

Comunque.

A un certo punto, tutti cominciano a parlare delle loro vacanze.

Laclauz tace.

Tace.

Tace.

Tace.

 

Ora, saprete bene che non è normale che io taccia per più di secondi 2.

Se laclauz tace così a lungo, signori, vi assicuro, laclauz ha un problema.

O è morta.

 

Perché la nostra è in grado di attaccare incommensurabili pippe su qualsiasi argomento esistente.

Tu le chiedi come stai e giù un paio di settimane andate.

 

Perfino se si parla della geografia, della quale laclauz non sa davvero una emerita ceppa, sua prerogativa è trascinare la conversazione su quello che lei sa, cioè niente, per creare disorientamento e poi parlare per ore degli interessantissimi avvenimenti della sua personale esistenza, mentre tutti vengono colti da improvviso interesse per bomboniere con pupazzi di conchiglie o cominciano a russare ritmicamente.

Tale è l’animo della clauz, e cotale quello dei suoi gretti amici.

giovedì, 22 luglio 2004

C'ho il sistema nervoso frappato.

Insomma, storie della enorme depressione, mi sento un attimo isolda di venerdì 12, solo un filo più incazzata, isterica e lamentosa. E poi dici perché alessio non mi porta alle feste con lui, see?
Tu vuoi frantumarmi l’identità sessuale, tu vuoi uccidere quegli ultimi brandelli di possibilità che ho di accalappiare qualcosa che respiri prima della menopausa, tu non sei geloso, baby, tu sei stronzo.

Tu l’unica notizia che mi hai dato è che il fantomatico malvagio dottorino è ancora fidanzato, ringraziando qualche divinità non pervenuta hai omesso di dire quanto è figa la sua donna e quanto sono felici insieme, ma cristiddio, io dico: in questa bailamme di indicibile squallore sentimentale, dove tutti sono disperati disillusi depressi, ma io dico, solo lui doveva trovare la storia perfettachenonfiniràmai? E allora va bene, olè olè, spalmiamoci la faccia dentro!

E poi alla festa non mi ci porti, perché se rimorchi sono geloso.


Ora, baby… Ho quasi trenta anni, e nessuno straccio d’uomo all’orizzonte, passerò un estate sfigatissima mangiando tutta la compilation di cornetto lovepotion mentre spio da dietro il mondo è delle single! le coppiette che si spalmano gioiose FP25, mi farò delle pippe interminabili sul campeggiatore guercio, sul padre imboccante neonato spuatcchioso e poi se davvero mi dice culo mi metto pure a impipparmi sul fidanzato delle medie, che torna sempre utile nei momenti di stanca, e romperò i coglioni a tutti lamentandomi senza soluzione di continuità, finche mr.dave non mi rispedisce a casa dove queste cose le faccio uguali ma parlando coi gatti e annaffiando le piante. Ora, solo perché tu non sarai presente a tutto questo, vuoi fare finta di niente? e no e no e no, mettiti una mano sulla coscienza …no, non è lì la coscienza…

…ho detto sulla coscienza…

alessio?…

ale…

a…

tlak.

Le vacanze della depressione invincibile incombono.

E alessio va in barca a vela con le donne di beiuoch, ah.

Poi ditemi se uno non ha il diritto di aprire un blog per lamentarsi.

mercoledì, 21 luglio 2004

Dove si spiega cos’è un complimento

Bene, ci sono quelle giornate, perché ci sono, ci mancherebbe.

Quelle in cui per strada tutti i semafori rossi e le merde sono tuoi in cui internet non funziona a tutti gli girano i coglioni e il fax si ribalda e il plotter si ribalda e ti viene da vomitare e hai mal di testa e non hai dormito un cazzo e dopo due ore di restauri accurati quando ti sembra di aver raggiunto non dico la normalità ma perlomeno la decenza, ti levi gli occhiali da sole e tutti fanno un salto indietro basiti, e come se la reazione non fosse già abbastanza eloquente ti fanno pure “che faccia che c’hai! ma stai male?” (se mi lasciavi a casa a dormire stavo meglio sicuro)

Ecco insomma, queste giornatine così capitano a tutti, ogni tanto, e uno non ci fa tanto caso che poi passano, e poi se ne va in palestra pensando adesso do un sacco di calci e presto sarà tutto finito… bene, allora io dico,
perché?

Perché, fanciullo dalla ascella pezzata, proprio oggi devi scegliere per urlare a gran voce all’intiera palestra

“lei a gennaio era il doppio”?

Perché?
Perché?

Perché?

Voglio dire, non ci siamo mai parlati e a dire il vero non ti ho neanche mai visto, e quindi, perché certi pensieri senti la necessità di condividerli col mondo?
A questo punto le alternative erano:

A) Dargli una craniata in fronte

B) spiegare, gentile ma ferma, che ho fatto tre anni di ginnastica artistica, sei di pallavolo e otto di nuoto, che è fisiologicamente impossibile che a gennaio fossi il doppio perché entravo negli stessi vestiti

C) fare un sorrisetto di circostanza e godermi la tutt’altro che muta solidarietà della femminea parte della palestra

Ora.
Io purtroppo non so dare le craniate. E questo è un problema, perché la craniata è la cosa più utile del mondo dopo autocad e i tampax, e mi riprometto di imparare (contro il muro, sìsì) Nel bel mezzo della lezione non mi pareva il caso di passare da casa prendere la paccottiglia di medaglie et vestiti a dimostrazione della veridicità di ciò che dicevo.

Quindi, ho optato per ipotesi C.

In compenso mi è venuta l’ulcera.

Uscita.
Fanciullo dall’ascella pezzata: “guarda che era un complimento, volevo dire che stai benissimo”

Bene. Era un complimento.

Era un complimento, no?

Poi ditemi se uno non ha il diritto di aprire un blog per lamentarsi.

...dicevamo?

sgrunt! laclauz | 18:41 | commenti (2) |