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metaforeMeravigliosa mattina di luglio… e qui meriterebbe di essere sviscerato: perché una meravigliosa mattina di luglio laclauz non è in località esotica in compagnia di prestante figone? No, non perché è cicciuta, deficiente e spacca coglioni. Avete sbagliato di nuovo. Niente spilletta. Re-start Meravigliosa mattina di luglio, per accontentarsi di piccole gioie quotidiane, dopo una riunione da architetto minchione, quale sono stata ribattezzata da poco, mi reco a visitare i saldi (trascinando meco la cartellina con i progetti della banca che verrà poi dimenticata al reparto sadomaso) e vedo un fantastico… come si dice? Maglione? Felpa? Giacca? Fate conto tutte ste cose insieme. Me lo provo e tutti svengono dalla accecante perfòrmance. Tronfia ripongo l’oggetto, facendo un giro e pensando che sì sì sì è proprio il caso di comprarsi una felpettamaglionegiacca grigia, dopo tutte le ns. sfighe. E mollo l’oggetto dei miei desideri, e per provarmi soddisfatta il resto del negozio, perchè… ehm… diciamo che mi piace il tira e molla, va bene? Comunque il negozio è di sei piani.(quando essere stoici equivale a essere scemi, cioè molto spesso.) Insomma, mentre torno da lui, arriva risoluta anziana signora e con noncuranza lo ammassa in pila di magliette che le imperano sul braccio. Non so se avete capito. Ammassa il mio felpettamaglionegiacca. L’unica taglia S rimasta. Signora, non ti va Signora, tu te la proverai, e poi scoprirai che non ti va. Signora, tu non c’hai l’età per queste cose. (perché tu invece?…) Signora, tu non farai questo a me, vero? Perché non è possibile che accada davvero. Che ve lo dico a fare, neanche la prova. Ammassa il mio felpettamaglionegiacca. E se ne va. Dal suo ostracismo per i camerini deduco che compri questi oggetti per una figlia sicuramente magra e stronza, coi capelli lisci e senza polpacci, ma che io odio soprattutto perché mia madre non mi avrebbe mai comprato una cosa così figa. Dunque la comincio a pedinare e da dietro tutto per il volano tento la craniata. Se non che sbaglio mira e mi faccio una paccata col manichino. (che però… pensavo peggio) Ho detto che la craniata la devo perfezionare. La stronza non molla, paga e se ne va. Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri, di nuovo, direi. Ora, se volete vederci una metafora della mia vita, siete molto, molto, ma di molto arguti. vaicosìbaby. Il silenzio è d’oroDunque, festa per compleanno mr. dave dove si spiega che una festa a sorpresa è solo una pezza per chi si è dimenticato di fare gli auguri, quando ti piglia a male che nessuno ti ha chiamato, poi puoi sempre pensare, dadada, che lo hanno fatto per far venire meglio la sorpresa. Appunto, dadada. (io i compleanni me li ricordo, giuro. Ma quelli l’estate no, 1giugno - 1 settembre no party, il che rende ancora più umiliante la cosa poi ti dicono quelli di tutti gli altri te li sei ricordati e il mio no… amen) Dopo le sublimi linguine et vongole di o’vale, dopo il tiramisù alle fragole che per definizione non è mai abbastanza, dopo le celeberrime immancabili discussioni su i cartoni animati (le tettone di lamù, remì era uno sfigato, candy una suora, le tettone di lamù, giorgie una porca, lady oscar un trans, le tettone di lamù) (qui a onor del verso va aggiunto che la nostra ha portato avanti una ineressanterrima pippa logico grammaticale, da cui si evince che le turbe della clauz già in tenera età galoppavano a pieno regime, sulla alquanto bizzarra sigla di mimì, e a neanche metà della quale tutti hanno cominciato a dire “andiamo a lavare i piatti, eh? dai!” “io vado che c’ho il peluche da solo” …e dire che ero sul più bello di quanti punti ricami) A un certo punto, tutti cominciano a parlare delle loro vacanze. Laclauz tace. Tace. Tace. Tace. Se laclauz tace così a lungo, signori, vi assicuro, laclauz ha un problema. O è morta. Tu le chiedi come stai e giù un paio di settimane andate. C'ho il sistema nervoso frappato.Insomma, storie della enorme depressione, mi sento un attimo isolda di venerdì 12, solo un filo più incazzata, isterica e lamentosa. E poi dici perché alessio non mi porta alle feste con lui, see?
Dove si spiega cos’è un complimentoBene, ci sono quelle giornate, perché ci sono, ci mancherebbe. Quelle in cui per strada tutti i semafori rossi e le merde sono tuoi in cui internet non funziona a tutti gli girano i coglioni e il fax si ribalda e il plotter si ribalda e ti viene da vomitare e hai mal di testa e non hai dormito un cazzo e dopo due ore di restauri accurati quando ti sembra di aver raggiunto non dico la normalità ma perlomeno la decenza, ti levi gli occhiali da sole e tutti fanno un salto indietro basiti, e come se la reazione non fosse già abbastanza eloquente ti fanno pure “che faccia che c’hai! ma stai male?” (se mi lasciavi a casa a dormire stavo meglio sicuro) Ecco insomma, queste giornatine così capitano a tutti, ogni tanto, e uno non ci fa tanto caso che poi passano, e poi se ne va in palestra pensando adesso do un sacco di calci e presto sarà tutto finito… bene, allora io dico, “lei a gennaio era il doppio”? Perché? Voglio dire, non ci siamo mai parlati e a dire il vero non ti ho neanche mai visto, e quindi, perché certi pensieri senti la necessità di condividerli col mondo? A) Dargli una craniata in fronte B) spiegare, gentile ma ferma, che ho fatto tre anni di ginnastica artistica, sei di pallavolo e otto di nuoto, che è fisiologicamente impossibile che a gennaio fossi il doppio perché entravo negli stessi vestiti C) fare un sorrisetto di circostanza e godermi la tutt’altro che muta solidarietà della femminea parte della palestra Ora. Uscita. Poi ditemi se uno non ha il diritto di aprire un blog per lamentarsi. |